Come nasce l'idea di Bali

Chi siamo

Bali 1987 About

Nati da un sogno

Ho sempre amato circondarmi di bellezza: apprezzare un paesaggio, un’opera d’arte, una casa curata, ma anche un momento particolare della vita di tutti i giorni. E ho sempre amato i gioielli. Da ragazzina i monili più semplici che magari avevo uguali alle mie amiche, ma già il mio sguardo veniva rapito dai gioielli più importanti che mamma sfoggiava quando usciva per qualche occasione speciale. Ho sempre accostato al gioiello il concetto della celebrazione: di un avvenimento importante ma soprattutto dei sentimenti più intimi. L’amicizia, la stima, e, l’amore, naturalmente. L’amore per gli altri e per noi stessi.

La Biografia di Mara Cividini

Dopo la laurea in Architettura ho trascorso qualche mese a Los Angeles avvicinandomi per la prima volta al mondo dell’arte contemporanea, che ho iniziato a studiare l’anno dopo a Londra alla casa d’asta Christie’s, che mi ha consentito di affinare il senso del bello e del gusto internazionale. Rientrata in Italia ho iniziato a lavorare nel campo immobiliare, occupandomi di ristrutturazioni di edifici storici, principalmente a Venezia.

Dall’Amicizia ai Gioielli…

Poi, come spesso accade, le idee che segnano una svolta nascono per caso.

Un sabato mattina di gennaio nel 2019 mandai un messaggio che cambiò il corso della mia vita professionale. Il messaggio era per Leila Bali, una cara amica di famiglia dalle origini medio-orientali, che da Roma si trasferì a Bergamo e che, un po’ come me, lasciò la strada sicura, della giurisprudenza nel suo caso, per seguire un sogno: aprire un atelier di gioielleria dalle caratteristiche allora inedite per i bergamaschi.

La foto che le mandai era del mio outfit per la cena della sera precedente: una gonna Versace abbinata ad una parure di orecchini e bracciale disegnata da lei almeno 10 anni prima, in oro giallo e con un motivo che sembrava riprendere esattamente il classico disegno Versace. La didascalia del messaggio: “I grandi classici non tramontano mai”. Da qui l’ispirazione: perché non riaprire gli archivi storici di Leila chiusi da anni e riportare in produzione dei magnifici pezzi? Così iniziò a prendere forma quello che poi si è concretizzato con la nascita del mio brand: Bali 1987.

Ho pensato di omaggiare Leila utilizzando come marchio il suo cognome e l’anno di apertura del suo primo atelier principalmente per due motivi: innanzitutto per ringraziarla del supporto che continua a darmi, consigliandomi e guidandomi con la sua grande esperienza nel settore, e poi, in un certo senso, per dare continuità al suo lavoro inteso come piccola realtà di eccellente made in Italy.

Credo fermamente nei valori di artigianalità, qualità ed esclusività che sono alla base del vero prodotto italiano, soprattutto in un momento come questo in cui tutto è diventato “fast”. Perché non ricominciare a comprare meno, ma meglio? Desiderare qualcosa di speciale, magari unico, fatto apposta per te? E sostenere il grande artigianato italiano, che purtroppo sta scomparendo.

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